Ne pal possible

Quattro giorni alla partenza,
valigie ingolfate, come i pensieri,
forse un viaggio di trasparenza,
per tornare un po’ diversi, diversi da ieri.

Un salto in mezzo ad altra gente,
così lontana, minuta, dimenticata,
insomma tutto meno che indifferente,
felice per un quaderno ed una matita masticata.

Prima tappa Kathmandu,
millequattrocento metri sopra il mare,
così, tanto per non pensarci più,
a quanto non è difficile, se lo vuoi, amare.

E da lì via con la camionetta,
ancora in salita fino su in cima,
fatica e fatica, ma senza la fretta,
aspettando la discesa, abbracci di stima.

Date una carezza a quei bambini,
mettete il loro sorriso in un vasetto,
materiale prezioso, da cherubini,
e tenetelo sempre con voi, bello stretto.

Che quasi quasi anch’io mi faccio monaco,
ed allora vi saluto, con il fazzoletto in mano,
che tanto del monaco mi manca solo la co,
non, né, palese, ma ti, beh, t’amo.

RT_20171016 ©

Da Amar’é e Cielò – Raccolta di Poesie – 2017 – ISBN 9788892333628

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