Acqua e aria

Proprio così,
a pelo d’acqua,
o a fior d’acqua se preferite,
cheta, di vita, fresca,
oppure anche lasciata passare sotto i ponti,
senza per forza fare le cose all’acqua di rose,
senza gettare quella sporca con il bambino dentro,
senza affogarci in un bicchiere,
con l’acqua alla gola,
facendo acqua da tutte le parti,
senza pestarla in un mortaio,
senza confondere le acque
con il rischio di non trovarla neppure in mare.

E, se per caso capitasse
di navigare in cattive acque,
senza sentirsi costretti a portarla
con le orecchie a nessuno,
senza fare i maghi,
che l’acqua calda l’ha già
scoperta qualcun altro.

Smuovere le acque invece,
gettando l’acqua sul fuoco,
così, al naturale,
cercando di rimanere sempre se stessi,
pure brutti a volte,
ma acqua e sapone.

Proprio così,
senza darsi troppe arie
o dare aria alla bocca,
che di aria fritta ne esiste già abbastanza,
ma più semplicemente,
prima di sentirsi mancare l’aria,
prima di saltare per aria,
prima di campare d’aria
in mezzo a cose campate per aria,
prenderne una boccata,
magari guardando per aria,
e cambiare aria,
buttando e mandando all’aria
ciò che non serve.

Che talvolta, ciò che non serve,
è ciò che ci fa pure male.

Che siamo così piccoli,
se ci guardiamo bene,
che il nostro posto potrebbe anche essere
solamente quella linea sottile che unisce,
non divide,
il mare dal cielo,
l’acqua dall’aria.

Un tuffo, un tuffo nell’acqu’aria.

Acqua ed aria sono cose naturali,
formate solo da due elementi,
ossigeno e idrogeno.

Vacca due, oh! Oh, due!

Con quanto poco si potrebbe
avere così tanto, se ci pensiamo.

Ma è roba per chimicapisce,
non per chimicamicapisce.

Niente acqua in bocca, mai,
senza paure,
anche quando tira una brutta aria,
anche quando ci troviamo
insieme a persone verosimili.

Già, verosimili,
che false è una brutta parola,
anche se purtroppo è riuscita
a scappare anche dalla mia bocca,
chiedo scusa, quando ogni tanto
riesce anche a me, e benissimo pure,
di fare il fenomeno.

Ed è lì, in quella linea sottile
che trovo l’amore, è lì che io lo invento
e poi lo tengo dentro.

Proprio così,
come quando il vento
abbraccia l’acqua.

E come quando l’acqua,
dicendogli sì,
va in sposa al vento.

RT_20120324 ©

Da Amar’é e Cielò – Raccolta di Poesie – 2017 – ISBN 9788892333628

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