L’isolella

Procida, Procidella,
ma quanto sei bella,
anche se delle tre la più piccina,
al mio cuore così vicina.

Che di Capri o Ischia,
ma sai a me quanto me ne infischia,
sei tu che a me piaci assai,
che ritornarci vorrei e, chissà mai.

E non è questione di coraggio,
neppure di un funambolico ammaraggio,
in mezzo a quelle stradine dove sali, ma
poi scendi, volando, senza ali.

In mezzo alle tue verdi fronde,
al tuo cielo azzurro e al blu delle tue onde,
io e lei, come due barchette giallo limone,
daremmo alle tue mani il nostro timone.

Lo stesso profumo nel naso,
così, tutto per caso,
e, la pelle, dello stesso sapore,
danzare nel mare, cullati per ore.

Che tu, come lo chiami tutto questo,
tutte queste prelibatezze in un solo cesto,
nel cielo guardare delle stelle lo splendore,
e che cos’è allora, che io lo chiamo solo amore.

RT_20170920 ©

Da Amar’é e Cielò – Raccolta di Poesie – 2017 – ISBN 9788892333628

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