Li cuori

Solo scendendo il vicolo più storto e più sporco di tutto il PORTO dell’umanità, arrivi al Bar Racuda, posto di pirati ciaparat e di ballerine dall’anca sbilenca, ex sirene esodate a terra. Il bartender più famoso del mondo, Giulio il brasiliano (BRAULIO per gli amici), derivato da un organismo geneticamente modificato dalla chirurgia plastica (con qualche inserto in titanio e molibdeno), palleggia con bottiglie, bicchieri, cubetti di ghiaccio e cannucce. Ma anche se equipaggiato con movenze agili e ritmate, armato di bellezza verticale, tra stupore e meraviglia generali, non è lui il PERNOD del locale, in mezzo al tanfo di alghe marce smarrite sotto i tavoli, di pesci scaduti ammollettati e stesi sui filari del dimenticatoio, affumicati dalla fumosa realtà contingente.

Mocassini firmati, s – porporati, labbroni botulinici, intellettuali lessi, uni – cellulari politici, giornalisti s – pennati, gente a vario titolo commerciante o trafficante della nuova cul – tour, tutti finalmente in silenzio, marciano in fila indiana nell’attesa di poter parlare con lui, il maestro, il gran maestro delle buone maniere, il GRAND MARNIER. Rannicchiato in disparte, nell’angolo, quello più remoto del bancone di mescita, è lui che comanda a Braulio gli ingredienti da mescolare, i li cuori da shakerare, ma solo dopo aver ascoltato, uno alla volta, i componenti della processione in visita al bar.

JÄ Ghe ER MEISTER, prima di darti la as – soluzione alcolica, pretende che tu faccia almeno un giretto tra i tavoli del locale, che di sedie libere ce ne sono, tante. Ah,PEROL! Ed io che pensavo bastasse solo mettersi in fila ed annusare miasmi, ma da lontano. Sotto quel cappuccio del saio da BENEDECTINE, dal suo volto nascosto in quel buio, musicalmente tambureggiano, DRAMBUIE, due occhi colore del mare, BLU CURAÇAO, mentre la sua manina composta, con un cenno educato, ti invita ad andare a farti un giretto, poiché non basta sentirne solo l’odore, il mocassino deve imbrattarsi di quella CACHAÇA, come quando in CHAMPAGNE pesti una boassa e ti chiedi che cazzo abbia mai mangiato quella mucca, ma cos’ha ARMAGNAC? “Ma ci devo proprio andare, là in mezzo?”, gli chiedo, tipo quello che S’AMBUCA in qualche fratta per schivare la situazione. “Caro RICARD, non fare PASTISSHERRY a posto, qui non ci saresti venuto, o? PUNT & MES”, mi risponde.

SAKE’? Forse ha ragione quel furbo, e francese pure, del marito di mia sorella, mio COGNAC, quando mi cala, dall’alto del suo sapere aforismatico da social lista, l’unico motto che conosce: “Fer, fer bien, faire savoir…”

Ma qui, in mezzo ad una CREME DE CASSIS acidi, è più questione di fer e basta, al limite FER NET BRANCA, alla menta, se proprio proprio. MADERA ora di provarci, ora o MALIBU’. La stessa delicata manina del maestro mi tira una viola, tanto di legnata quanto di postumo colore, e mi ritrovo improvvisamente quasi in MESCAL ai tavoli, a METAXA via tra l’agognato sbicchieramento dei cocktails al bancone ed il CALVADOS di sofferenze di tante povere persone. ALKERMESmale veramente certa gente. InCOINTREAU angoscia mista ad una stiva di paura, un’ANGOSTURA, sogni disciolti in acqua salata e AMARETTO, a picco nel mare, AMER PICON, fatica mortale, solo per cercare un posto dove si possa CAMPARI con dignità.

Mica BAILEYS, è la verità. GIN siamo capiti, spero. Ognuno di noi dovrebbe sentirsi un RABARBARO senza ZUCCAMISTRA’ strano che ancora non ce ne accorgiamo, intendo pienamente. Ed è inutile usare LIME per farci belle le unghie, quando abbiamo le dita con le punte maciullate di sangue per quando abbiamo raschiato il fondo del barile.

Torno dal maestro, il quale ora accetta di ascoltarmi, ma io non riesco a pronunciare una sola parola. Allora lui si gira verso Braulio e gli spara la commessa: “Preparagli il cocktail in formato da asporto, un NABUCODONOSOR(1) di acqua fresca, a ‘sto fenomeno, agitata, non mescolata, ma senza San MARTINI, che del mezzo mantello ancora non VODKApire molto, ed anche perché, oltretutto, non stiamo girando un film dell’agente zerozeroANISETTEMARSALAla molto però quell’acqua, in modo che, insieme all’odore, possa apprezzarne anche il sapore. E niente olive, purtroppo sono finite, ci hanno rotto lo stock…” Azz’, mi metto a piangere come un bambino, come avessi un nodo corsaro in gola. Sono io quello che puzza.

“Braulio!”, urla d’improvviso, “Fai scivolare sul bancone a tutta RUMba un paio di MARASCHINI fino qui in fondo, in fondo al mare…” Braulio lancia in cielo due bicchieri e due bottiglie le quali, come d’incanto, ferme e rovesciate a mezz’aria, fanno piovere il liquore dritto dentro le coppette da cocktail, stoppate di petto e tirate al volo, con un tocco vellutato, a palombella. Il maestro le afferra e me ne porge una, mi guarda con un’ondata di sorrisi, con un’altra ondata mi lava da cima a fondo e mi dice: “Ecco, puzzone, CYNARrivano in pochi, ma ora hai capito che siete a colori, tanti, come un arcobaleno. Li cuori no invece, li avete tutti rossi, come il colore del sangue che gli pompate dentro”, e giù, un’altra ondata che mi trascina a riva.

Insomma, se è vero che CINZiAMO, allora diamoci la mano.

Nota (1)
Esistono diversi quantitativi per bottiglia, oltre alla tradizionale da tre quarti:
MAGNUM = 2 bottiglie = 1,5 litri,
JEROBOAM = 4 bottiglie = 3 litri,
REHOBOAM = 6 bottiglie = 4,5 litri,
MATHUSALEM = 8 bottiglie = 6 litri,
SALMANAZAR = 12 bottiglie = 9 litri,
BALTAZAR = 16 bottiglie = 12 litri,
NABUCODONOSOR = 20 bottiglie = 15 litri.

Grazie a loro, gli interpreti del racconto (in ordine alfabetico): ALKERMES (liquore aromatizzato con cannella, chiodi di garofano ed altre spezie, utilizzate nella pasticceria), AMARETTO (liquore gradevolmente dolce dal sapore di mandorle), AMER PICON (aperitivo francese gradevolmente amaro, ottenuto con genziana, arancia ed altre spezie), ANGOSTURA (composto di erbe, spezie e corteccia dell’albero Cusparia, è l’amaro principe dei drinks a base di Whisky, Vodka e Vermouth di ogni tipo), ANISETTE (liquore dolce dall’intenso sapore di anice), APEROL (aperitivo moderatamente alcolico), ARMAGNAC (acquavite francese, di sapore più secco e meno morbido del Cognac), BAILEYS (liquore moderatamente alcolico), BENEDECTINE (antico liquore nato nei 1610 nell’Abbazia di Fecamp, in Normandia, da una ricetta segreta dei frati benedettini a base di erbe, spezie e vari aromi), BLU CURAÇAO (liquore al gusto di arancio di colore blu), BRAULIO (digestivo), CACHAÇA (acquavite di canna di produzione brasiliana), CALVADOS (distillato di mele o di acquavite di sidro, ottenuto da una qualità di mele prodotte in Normandia), CHAMPAGNE (vino spumante prodotto nella omonima regione della Francia), CINZANO (vino aromatizzato con spezie), COGNAC (distillato di vino), COINTREAU (liquore al sapore di arancia), CAMPARI (liquore ottenuto per distillazione particolare di Cognac e lamponi macerati nel medesimo), CREME DE CASSIS (prodotto ottenuto per distillazione di ribes neri), CYNAR (prodotto moderatamente alcolico ottenuto per infusione di carciofi), DRAMBUIE (liquore ottenuto con il whisky scozzese e miele di brughiera), FERNET (amaro ottenuto per infusione di erbe ed alcol), GIN (distillato di cereali, aromatizzato con bacche di ginepro, coriandolo e altri aromi), GRAND MARNIER (liquore al gusto di arancio per infusione di bucce d’arancio in finissimo cognac), JÄGERMEISTER (amaro alle erbe), LIME (limone verde dei Caraibi), MADERA (vino da dessert, aromatizzato e liquoroso), MALIBU’ (liquore derivante dall’aromatizzazione del rum alla noce di cocco), MARASCHINO (liquore dolce, realizzato esclusivamente con ciliegie marasche), MARSALA (vino aromatizzato dolce), MARTINI (vermouth), METAXA (distillato di vino), MESCAL (acquavite ottenuta per distillazione dell’agave), MISTRA’ (liquore secco al sapore d’Anice), PASTIS (termine generico di liquore contenente una certa grammatura d’essenza di anice per litro di prodotto), PERNOD (il fratello più secco del Pastis), PORTO (vino liquoroso portoghese, bianco o rosso, secco o dolce), PUNT & MES (vermouth), RABARBARO ZUCCA (aperitivo moderatamente alcolico a base di erbe aromatiche e radice di rabarbaro), RICARD (aperitivo francese di sapore d’anice tipo Pernod e Pastis), RUM (distillato di canna da zucchero), SAKÈ (tipo di vino giapponese ottenuto con il riso), SAMBUCA (liquore italiano dal sapore di anice) e SHERRY (vino spagnolo).

RT_20180615 ©

Inedito

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