Il gioco delle tre carte

Che la larga parte dei nostri pensieri,
oggi, domani, ma pure ieri,
noi, tu, io, quando pensiamo di essere il più forte,
consiste solo nel terrorizzarci a morte.

Che ci vuole un gran coraggio,
come quando, fino all’ultimo, gratti la crosta del formaggio,
che per qualche perversa ragione,
è più bello desiderare qualcosa che averla solo per te, nella tua prigione.

Che è anche possibile che gli angeli non esistano, vero,
su questa terra che ogni tanto copriamo col nero,
ubriachi di finte promesse, sgolandoci il vino a taniche,
ma, ballare da sobri, è tutto un altro paio di maniche.

Volersi bene è come il gioco delle tre carte,
l’attesa non è furbizia, piuttosto è un’arte,
ma solo due, una per uno,
che la terza non la vuole nessuno.

RT_20180722 ©

Inedita

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