Palindromi d’amore

Come lo leggi lo leggi,
dall’inizio alla fine o viceversa,
o è amore, o non lo è.

Come due bambini curiosi,
con il naso schiacciato
contro la vetrina del cioccolataio.

Lui rubò quello
più bello, quello più buono,
per regalarlo a lei.

E lei lo scartò quel coccolatino,
era ripieno di lui,
al gusto di lei.

RT_20180801 ©

Inedita

Il ritorno del pescatore

Questo mondo sta diventando come via del Corso,
perduto il gusto di un solo morso, o di un solo sorso,
ognuno che beve e mangia a nastro,
ognuno dentro il suo disastro.

Vetrine ben agghindate e scintillanti,
ma, talvolta, con retrobotteghe inquietanti,
dove sembriamo tanti oggetti perfetti, alla moda,
e dove, in breve, da soli ci si loda e ci si s’imbroda.

Che, allora, tra le più grandi soddisfazioni,
c’è anche quella, ad esempio, di levarsi dai coglioni,
che, pure in periferia, al mercato dell’usato umano,
si trova qualcuno, anche se di seconda mano.

Tipo un qualcuno di pescato senza rete,
senza fame e senza sete,
che basta anche poco,
non esistono trucchetti in questo semplice non gioco.

Una capanna,
una canna,
una lenza,
tanta pazienza.

Ed un amo a forma di t,
dicendo a qualcuno: resta, sono qui,
un ti voglio bene, che varrà domani come valeva ieri,
insomma, un ti amo, ma di quelli veri.

RT_20180818 ©

Inedita

baCHARTER (baciarti)

Mi chiedi qual è il posto
più bello dove andare.

Semplice: te, poiché sono
le persone i posti più belli.

Mi chiedi qual è il volo
più economico per andarci.

Semplice: il baCHARTER,
il baciare ogni millimetro di te.

Semplicemente sospeso nell’aria
e lontano dalla terra.

Semplicemente bruciato dal fuoco
e sprofondato nella tua acqua.

“… E il naufragar m’è dolce …”
pure a me, sicché, mi butto a’mare.

RT_20180727 ©

Inedita

Il gioco delle tre carte

Che la larga parte dei nostri pensieri,
oggi, domani, ma pure ieri,
noi, tu, io, quando pensiamo di essere il più forte,
consiste solo nel terrorizzarci a morte.

Che ci vuole un gran coraggio,
come quando, fino all’ultimo, gratti la crosta del formaggio,
che per qualche perversa ragione,
è più bello desiderare qualcosa che averla solo per te, nella tua prigione.

Che è anche possibile che gli angeli non esistano, vero,
su questa terra che ogni tanto copriamo col nero,
ubriachi di finte promesse, sgolandoci il vino a taniche,
ma, ballare da sobri, è tutto un altro paio di maniche.

Volersi bene è come il gioco delle tre carte,
l’attesa non è furbizia, piuttosto è un’arte,
ma solo due, una per uno,
che la terza non la vuole nessuno.

RT_20180722 ©

Inedita

Martina

La speranza è caduta una notte in un grande pozzo,
il suo grido era quello di un cigno prima di morire.

Era stanca e non poteva più volare,
era stanca e non credeva più a niente.

Poi venne il mattino, rossa alba,
poi venne un cavallo bianco, senza cavaliere.

L’incanto degli uccelli che facevano l’amore,
l’incanto di un rosso fiore,
l’ha portata il vento della vita,
la speranza non è cielo,
non è mare, non è terra.

Speranza è uomo, è lacrima,
sono i tuoi occhi,

RT_19940112 ©

Inedita
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