Uno sguardo

Olio su tela (40 x 60)

Ti vorrei guardare dentro umana creatura,
strana nella sua comune diversità di colori e di fattezze e,
per questo, bella ed intrigante.

Ti vorrei aprire, come il falegname fa
con una scatola di legno,
ma non si può, ti farei male.

Ed allora mi ingegno ad usare un linguaggio
che non ha voce,
che usa il silenzio di uno sguardo.

Una strana sensazione,
timidezza mescolata a pudore,
mi sorprende mentre tu sorridi.

Solo ora capisco come sia difficile affrontare il facile
meccanismo che origina dagli occhi e giunge fino all’anima,
che ognuno tiene segretamente imprigionata nel cuore.

E’ la libertà, quella che ognuno di noi ha da quando nasce,
di pensare, ma sul serio,
a chi ci sta accanto.

Un istante, chiudere gli occhi
per un attimo e respirare
tutta l’aria che c’è.

Riaprirli e, senza suonare
alcun campanello o calcare nessun tasto,
guardare dentro quelli di chi abbiamo di fronte.

Se funziona,
la vita
ha un senso.

RT_20000627 ©

Da Il profumo delle stelle spente – Raccolta di Poesie – 2015 – ISBN 9788892301504

Io vorrei che niente panta rei

Vorrei avere cent’anni,
e uno sguardo indietro a guardare
cosa feci adesso.

E, allora, cento candeline,
con cento fiammelle
e dieci desideri.

Vorrei avere dieci anni,
e uno sguardo avanti a guardare
cosa farò adesso.

E, allora, dieci candeline,
con dieci fiammelle
e cento desideri.

Candeline, fiammelle e desideri,
non importa quante o quanti siano,
giacché tu sei sempre la stessa torta.

Vita mia al cioccolato,
o tutta panna e fragole,
o alla frutta, o solo a chicchi d’uva.

Ma l’uva, tanto, era acerba,
come disse la volpe,
io non te lo dirò mai.

E, allora, continuo
a saltare per arrivare a te,
a quel meraviglioso grappolo che sei.

Lo facevo a dieci,
lo faccio ora,
vorrei farlo per sempre.

RT_20171129 ©

Inedita
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